Crisi di pianto serali nel neonato: coliche o sistema nervoso?

Preciso come un orologio svizzero, tuo figlio inizia a piangere alla stessa ora della sera, senza darti modo di consolarlo. La situazione dura sempre lo stesso lasso di tempo, tutte le sere, finché non cede alla stanchezza.

La risposta che più comunemente viene data è “coliche”, ad intendere dolore intestinale.
Tuttavia dobbiamo distinguere tra effettive difficoltà digestive, un sistema nervoso che risponde in modo disregolato o il mix delle precedenti. Anticipo che i fattori possono intersecarsi tra loro.

Difficoltà digestive: cosa osservare e cause

Il neonato con effettivi problemi intestinali, ha crisi di pianto, irritabilità, tensione addominale, gambe flesse sulla pancia che a volte scalciano, braccia che si irrigidiscono con pugni chiusi. L’addome è tendenzialmente gonfio, a volte sembra che il neonato faccia molto sforzo per evacuare o liberare gas, e spesso si associa a reflusso gastroesofageo, rigurgiti e difficoltà nell’allattamento.

La parte più studiata in letteratura e che si pensa sia la causa principale è la disbiosi intestinale.
Nel tratto gastrointestinale è presente un insieme di microrganismi (batteri, funghi, virus e protozoi). Il colon in particolare ne è pieno e questo insieme viene definito microbiota intestinale. Esso vive in simbiosi con l’ospite e ha un ruolo sia nella digestione (es. sintesi di vitamine, produzione di molecole utili come acidi grassi a catena corta, ecc.), sia nella regolazione del sistema immunitario. Il microbiota intestinale, per garantire buona funzionalità digestiva, dovrebbe essere in eubiosi, cioè in equilibrio per qualità e quantità di popolazioni di microrganismi. Quando non lo è, si parla di disbiosi.

Il microbiota intestinale del bambino viene influenzato già da quello della madre in gravidanza e allattamento, e dal tipo di parto. Più il microbiota intestinale della mamma è sano, più lo sarà quello del bambino. Viene trasmesso una sorta di corredo iniziale, che può essere già in eubiosi o disbiosi per l’età, che si completa con lo svezzamento, e che viene poi mantenuto/modificato dalla dieta e dallo stile di vita in generale nel corso dell’esistenza.

Un’alterazione del microbiota gastrointestinale può causare eccesso di gas e infiammazione. I neonati che presentano coliche, mostrano una maggiore colonizzazione di batteri in grado di produrre gas, tra i quali Escherichia coli (ceppi patogeni o troppi dei commensali) e Klebsiella, e una ridotta presenza (o assenza) di batteri con caratteristiche antinfiammatorie, quali Bifidobacterium e Lactobacillus. Questi ultimi tra l’altro, tendono a produrre quantità minime di gas.

Una disbiosi può portare a ipersensibilità viscerale, poiché può mantenere un’infiammazione cronica, anche di basso grado. Significa che il il tratto gastroenterico risponde in maniera esagerata a stimoli che normalmente sarebbero ben gestiti. Se si pensa ad un adulto, cibi che normalmente dovrebbero essere digeriti senza sintomi, in alcuni soggetti causano gonfiore, crampi addominali, episodi di diarrea o stitichezza, cefalea… o periodi di stress che sfociano per esempio in gastrite. I visceri sono iper-reattivi.

Attenzione però! A sua volta, l’ipersensibilità viscerale, come vedremo, può dipendere da una disregolazione del sistema nervoso.

Disregolazione del sistema nervoso

Il nostro sistema nervoso ha una grande componente definita “autonoma”. Esso gestisce innumerevoli funzioni, per l’appunto, in modo indipendente dal nostro controllo volontario. E per fortuna! Ne sono talmente tante e di vitale importanza, che se avessimo dovuto programmarle volontariamente e razionalmente ci saremmo già estinti da tempo.

Il sistema nervoso autonomo ha due componenti:

  • Ortosimpatico: considerato il sistema dell’allerta, molto più attivo durante la giornata, quando si richiede attenzione e vigilanza.
  • Parasimpatico: considerato il sistema del riposo, preponderante nelle ore serale e notturne, in fase di recupero.

Queste due componenti non si alternano, sono costantemente funzionanti e devono esserlo in modo equilibrato tra loro. Il sistema nervoso autonomo ne calibra l’attività in base agli stimoli esterni e interni al corpo.
Un esempio di stimolo esterno è l’esposizione alla luce, che varia e in parte imposta i ritmi circadiani, compresa la secrezione di alcuni ormoni. Un esempio di stimolo interno è l’innalzamento della glicemia dopo una merenda zuccherina.

Se il sistema è disregolato, una delle due componenti può essere un po’ troppo attiva ed eccessivamente rispondente agli stimoli. Nel bambino con crisi di pianto serale, si riscontra un’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che ha a che fare con la componente ortosimpatica. Significa che questa parte è più “sensibile” agli stimoli e risponde con un’allerta eccessiva.

L’effetto risulta in una ridotta tolleranza degli stimoli stessi. Dal momento che il sistema risponde troppo, dopo aver ricevuto stimoli a lungo (parliamo di stimoli innocui, della vita di tutti i giorni tra spostamenti, rumori, ecc.) è come se si saturasse e andasse in tilt. L’orario fisso serale viene considerato una soglia di tolleranza, fino alla quale sono stati accumulati stimoli e risposta eccessiva, e oltre alla quale il sistema è saturo. Il neonato manifesta irritabilità, pianto e forte inconsolabilità. A un certo punto il sistema stesso crolla e il bambino pure, per cui alla fine si addormenta.

A questa disregolazione va aggiunto il fatto che il sistema nervoso del neonato è ancora immaturo e non ha comunque ancora stabilizzato i ritmi circadiani sonno-veglia. Anche se è un circolo vizioso, perché la disregolazione stessa del sistema nervoso autonomo ostacola l’istaurarsi di ritmi circadiani ottimali. Questa situazione complica un po’ le cose.

L’obiettivo è riequilibrare il più possibile l’attività del sistema nervoso autonomo nelle sue componenti. Chiaramente, se gli stimoli ai quali il neonato è sottoposto sono eccessivi, vanno ridotti. Ma in un contesto di vita familiare normale, è l’iperattivazione della componente ortosimpatica che rende tutto difficile; è come se vi fosse un fuocherello sempre accesso e ci si butta sopra benzina. Serve spegnere il fuocherello alla base.

Cause della disregolazione

Possono essere svariate. Dallo stato di salute della madre, lo stile di vita condotto in gravidanza, sopratutto eccesso di stress, sia fisico che mentale, ecc. Come è andato il parto e le fasi immediatamente successive, se il neonato è nato a termine o no, ricoveri, terapie, contatto con i genitori, ecc.

Origine del problema: come distinguere

Ovviamente l’intestino e il sistema nervoso autonomo non sono entità separate, tutt’altro! Non esisterebbero l’uno senza l’altro. Come ogni organo e funzione del nostro corpo.

L’intestino viene regolato nelle sue funzioni dal sistema nervoso autonomo (ormoni, peristalsi, infiammazione, ecc), e il sistema nervoso autonomo risponde e gestisce la sua attività anche in base agli stimoli intrinseci che arrivano dall’intestino.

Per esempio se c’è disbiosi o si mangia qualcosa di fastidioso, l’intestino invia stimoli irritanti e il sistema nervoso autonomo risponde iperattivando una delle componenti, si crea infiammazione, ecc. Poi, se c’è disbiosi, finché non si sistema la situazione, la condizione diventa cronica, se è un alimento mangiato una singola volta, sarà un acuto passeggero.
A sua volta, se il sistema nervoso autonomo è disregolato, l’intestino subisce dei “comandi” scombinati. Può anche rispondere in maniera eccessiva a stimoli sostanzialmente innocui provenienti dall’intestino.

Nel neonato con irritabilità e crisi è bene inquadrare quale fattore gioca un ruolo preponderante, se il problema è essenzialmente di origine intestinale o da disregolazione del sistema nervoso autonomo; oppure se partecipano in egual misura.

Caratteristiche che ci aiutano a comprendere la situazione:

  • Come prima cosa, le coliche non hanno il caratteristico orario fisso serale, ma sono “crisi” distribuite nell’arco della giornata. La parte del sistema nervoso autonomo, per i motivi spiegati sopra, tende ad avere orario fisso serale.
  • In caso di disbiosi, si riscontrano in letteratura buoni risultati sull’irritabilità del neonato se somministrati i giusti probiotici. In caso si disregolazione del sistema nervoso autonomo, i miglioramenti sono assenti o parziali.
  • In caso si disregolazione del sistema nervoso autonomo, contenere il bambino con contatto, abbracciandolo il più possibile rannicchiato, solitamente aiuta a calmarlo. Assieme ad un ambiente silenzioso, tranquillo, senza forti luci. Se il problema è a partenza intestinale il contatto di questo tipo non fa effetto o molto poco.
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