Ritardo nello sviluppo motorio: perché intervenire subito può cambiare il futuro del bambino

Come avviene lo sviluppo motorio del bambino?

Lo sviluppo motorio prevede l’acquisizione di determinate abilità secondo tempi prestabiliti, definite tappe. Si considerano essenziali le tappe dalla nascita fino al cammino (da manuale entro i 14 mesi), tuttavia il processo dello sviluppo motorio, considera l’apprendimento di abilità standard successive nel corso dei primi anni di vita.

Ogni tappa è propedeutica alla successiva, ma non immaginarle come compartimenti stagni. Lo sviluppo motorio è un filo unico, che prevede l’incremento progressivo delle capacità (essenzialmente la forza) assieme alle abilità (movimenti “nuovi”). Questo avviene grazie allo sviluppo esponenziale del sistema nervoso e allo stimolo sensoriale. Specifico che lo stimolo e la possibilità di fare esperienza sono fondamentali.

Competenza posturale

La competenza posturale rappresenta il filo unico di cui parlo sopra. Significa che il neonato/bambino, acquisisce la capacità di controllare e sostenere se stesso; cosa senza la quale non potrebbe poi strutturare i movimenti più complessi. In parole povere, per esempio, non puoi camminare se non hai acquisto molto tempo prima il controllo del tronco.

Premetto che lo sviluppo motorio del bambino inizia e prosegue sempre dalla posizione prona, finché non passa a stare in piedi (un anno di età).

Il bambino deve quindi impiegare un bel po' di tempo a pancia giù!

Inoltre immagina lo sviluppo motorio in direzione “centrifuga e discendente”: la parte centrale del corpo è quella che fa da perno per il resto. La competenza posturale come controllo e sostegno del corpo, è primaria a livello della testa/cervicale e della colonna vertebrale, dal capo al bacino; alla quale si associano spalle e anche. Stabilizzare e controllare il centro è fondamentale per muovere la periferia e la prima cosa da controllare è la testa.

Può succede che un bambino prosegua correttamente lo sviluppo motorio fino a un certo punto e compaiano difficoltà con le tappe successive, cioè asimmetrie di movimento o che proprio non riesca a fare lo scatto alla tappa seguente. Dopo i primissimi mesi, incrementa la coordinazione e l’utilizzo degli arti inferiori. Non che non siano importanti sin da subito, soltanto se ne richiede più attività. Se sono presenti tensioni a carico del bacino o dell’arto inferiore, non per forza si fanno notare immediatamente dai familiari. Anche se influenzano pure altri distretti corporei.

Importanza del controllo della testa

La competenza posturale parte per eccellenza dal controllo della testa. La capacità di sostenere il capo e di ruotarlo completamente e simmetricamente da entrambi i lati, è la prima pietra miliare dello sviluppo motorio. Nei mesi la competenza posturale prosegue al tronco, alle spalle, alle anche. Parallelamente all’espandersi di queste capacità, il bambino conquista quelle abilità che viste come macromovimenti, definiamo tappe (es. rotolare o gattonare).

Il sostegno e la rotazione del capo, sono la conditio sine qua non per uno sviluppo motorio nei tempi, completo e simmetrico. Devi pensare che se non sei in grado di controllare la testa, non potrai essere in grado di controllare il dorso, le braccia, ecc. Il corpo segue il movimento della testa, sia per meccanica che per linea, ti spiego:

  • Per meccanica perché, in un movimento globale, tra l’altro a pancia giù, non puoi avere una gran gestione della parte bassa della colonna, se non si associa a quella della parte alta. Figuriamoci dei distretti corporei periferici. Mettiti a pancia giù e sollevati, senza come prima cosa sollevare e muovere la testa… dura eh? E poi, tu da adulto lo stai testando avendo già da tempo guadagnato forza e controllo su tutto il corpo, e avendo già padronanza di tutti gli schemi motori di base (in teoria ahahah). Immagina tentare di farlo per la prima volta, senza un buon controllo del capo, con poca forza e non dappertutto: come fai a costruirci un movimento più complesso sopra?
    Inoltre, essendo tutto lo sviluppo a pancia giù, sollevare e ruotare la testa, serve anche a creare spazio per i movimenti degli arti superiori. Successivamente sollevare il petto (che non si solleva se prima non sollevi la testa), crea spazio per organizzare i movimenti degli arti inferiori.
  • Per linea perché lo sviluppo motorio inizia e prosegue su movimenti crociati, cioè su una linea obliqua. Per semplificare, per un discorso di equilibrio, si può dire che la parte alta e la parte bassa del corpo organizzano i movimenti in modo crociato. Un bambino che gattona appoggia mano sinistra e ginocchio destro, e muove mano destra e ginocchio sinistro; per poi cambiare in modo sequenziale. La stessa linea obliqua vale successivamente nel cammino, ma molto tempo prima per le tappe precedenti. L’inizio di questa linea obliqua, deriva dalla rotazione del capo!

Tempi delle tappe

Inutile dire che vanno rispettati. Ci sono però tappe con tempi estremamente precisi da rispettare, con massimo due settimane di margine, e altre con più elasticità. Per esempio a 6 mesi deve fare il rotolo completo, punto. Inizia poco tempo prima e a 6 mesi lo fa; chiaramente simmetrico. La manifestazione è in tempi più brevi da quando compaiono i movimenti propedeutici “segnale”. Altre tappe invece hanno margini molto più ampi e sono più variabili in termini di comparsa, come il gattonamento e il cammino. Il cammino per esempio, da manuale è tra 12-14 mesi di età.

Ritardo motorio: cause e perché non aspettare

Il ritardo nello sviluppo motorio può essere causato da danni a carico del sistema nervoso (spesso legati a emorragie o sofferenza perinatale) o più semplicemente a problemi funzionali a carico di alcuni distretti, per esempio tensioni a livello cervicale, e difficoltà nell’integrazione delle informazioni sensoriali/stimolo. Il primo caso purtroppo comprende la manifestazione delle caratteristiche anche dei secondi due. Le categorie che più incorrono in ritardo dello sviluppo motorio comprendono nati pretermine, nati con basso peso alla nascita, gemelli, ricoverati in tin.

Se per esempio ci sono tensioni a livello cervicale, il bambino farà fatica a sollevare e ruotare la testa, spesso anche da un solo lato. Di solito parallelamente si riscontrano problemi anche nell’allattamento al seno, si può associare torcicollo, plagiocefalia e reflusso.
A riguardo ti consiglio di leggere questo altro articolo:
https://martasabbatiniosteopata.it/torcicollo-nel-bambino-relazione-con-reflusso-plagiocefalia-e-displasia/

Oppure se il bambino ha delle tensioni a livello dell’anca, potrebbe far fatica a partire con il gattonamento o la stazione eretta, o eseguire questi schemi in modo simmetrico.

L’integrazione delle informazioni sensoriali, quindi degli stimoli, sia esterni (es. il tatto), sia interni (es. propriocezione), dipendono a loro volta dalla funzionalità dei distretti corporei.
A riguardo ti consiglio la lettura di questo altro articolo, con una piccola spiegazione su muscoli e sensorialità:
https://martasabbatiniosteopata.it/il-tuo-bambino-non-fa-la-cacca-intestino-o-problema-sensoriale/

A sua volta più sarà di qualità e mirato lo stimolo per l’obiettivo da raggiungere, migliore sarà la possibilità di utilizzare i distretti corporei.

Perché intervenire precocemente

Alcune finestre di tempo che permettono un recupero maggiore e migliore, non torneranno più. Più avanti certo, si deve intervenire lo stesso e si può sempre fare qualcosa, ma i risultati saranno raggiunti più lentamente, con più lavoro e potrebbero comunque non essere allo stesso livello.

Questo succede perché nei primi mesi di vita c’è un boom dello sviluppo cerebrale, che va calando già solo all’interno del primo anno di vita. Pertanto mai lasciare che i primi mesi di vita scorrano, senza intervenire, anche se solo ci sia un sospetto che qualcosa non vada. Bisogna sfruttare le finestre di tempo dove si può ottenere di più.
Nei primi 6 mesi di vita lo sviluppo cerebrale è 12 volte più veloce rispetto al tempo normale (circa 10 anni di età). Nei secondi 6 mesi di vita, si dimezza a 6 volte più veloce. Diminuirà mano a mano fino a circa 10 anni, dopo di che il margine di velocità si riduce a un tempo normale, cioè come quello dell’adulto.

Diventa intuitivo come sia importante aiutare in bambino in caso di necessità entro l’anno di vita, in particolare i primi 6 mesi. Sicuramente anche dopo, ma prima si può ottenere di più!
Un bambino che evidenzia ritardo dello sviluppo motorio, va fatto recuperare!
Sì, si deve puntare ad eguagliare i tempi dei coetanei e sì, si può fare.

Lo sviluppo motorio inoltre fa da base per lo sviluppo cognitivo e del linguaggio.

Alcuni schemi motori, fanno da base per il nostro cervello per costruire concetti come tempo e spazio. Pensa al gattonamento, tappa per eccellenza che richiede, e allo stesso tempo fa sperimentare, una successione ritmica nello spazio. La lettura e la scrittura non comprendono queste caratteristiche? La matematica?

Cosa osservare da genitore

  • Se il neonato ha difficoltà nel sollevare il capo da prono, e nel ruotarlo allo stesso modo e completamente da entrambi i lati; se c’è un lato di rotazione esclusivamente preferenziale.
  • Presenza e qualità dei general movements. Spiegazione e approfondimento in questo articolo:
    https://martasabbatiniosteopata.it/osservare-i-movimenti-del-neonato-2/
  • Se in allattamento sono presenti problemi nell’attacco al seno e durante la poppata, a volte anche da un solo lato.
  • Se presenta rigurgiti frequenti.
  • Se nei mesi presenta asimmetrie, sia in posizioni statiche che in movimento.

Ruolo dell’osteopatia

L’osteopatia, grazie a tecniche manuali estremamente delicate, aiuta a ristabilire la corretta funzionalità dei distretti corporei, facilitandone la percezione e il reclutamento. Sin da neonati, è possibile eliminare eventuali tensioni, permettendo simmetria nei movimenti e favorendo l’integrazione delle informazioni sensoriali. In questo modo si promuove uno sviluppo motorio completo e nei tempi.

Ruolo degli esercizi

Parallelamente al ristabilire la funzionalità dei distretti corporei, il bambino deve essere stimolato sotto uno o due dei seguenti aspetti. Chiaramente il professionista deve prima testare le capacità e abilità del bambino.

  • Guadagnare forza: è possibile che uno o più distretti corporei abbiamo carenza di forza muscolare. Questo ne limita la capacità di sostegno, di controllo e di spostamento.
  • Schema motorio: è possibile che il bambino vada aiutato “ad apprendere” come eseguire il movimento, cioè posizioni corrette e linee di movimento.

Esistono esercizi specifici in base al livello di ogni bambino, quello che è in grado di fare e quello che dovrebbe. Esercizi che stimolano il recupero della forza e dello schema motorio.

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